Riportiamo di seguito una lettura, dei dati messi a disposizione dall’INAIL (ancora non definitivi), degli eventi infortunistici e delle malattie professionali in Italia.
Le morti bianche sono una sconfitta anche per coloro che si impegnano e lavorano quotidianamente sui temi della prevenzione, degli infortuni e delle malattie professionali, i quali non vedono adeguatamente finalizzati i loro sforzi per far radicare la cultura della sicurezza nelle imprese.
Denunce di infortunio
Le denunce di infortunio presentate all’Inail entro il mese di dicembre 2023 sono state 585.356, in calo rispetto alle 697.773 del 2022 (-16,1%), in aumento rispetto alle 555.236 del 2021 (+5,4%) e alle 554.340 del 2020 (+5,6%) e in diminuzione rispetto alle 641.638 del 2019 (-8,8%).
Di questi un +4,7% l’hanno avuto quelli in «itinere», mentre in occasione del lavoro c’è stata una diminuzione del -19,2% 2023 vs. 2022.
In particolare, -19,8% nell’industria e servizi, +0,4% nell’agricoltura e +2,0% nel conto Stato (nota: in controtendenza ci sono i settori bevande +24,9% e fabbricazione veicoli +22%).
In genere il calo si è verificato nelle regioni del sud -20,6%. I cali maggiori si sono verificati tra le donne -27,6%, tra i lavoratori italiani -18,9% e tra i comunitari -18,9%, un calo tra tutte le età, tranne quelli, purtroppo, tra gli under 20 +11,7%, con infortuni tra gli studenti.
Decessi
Le denunce con esito mortale nel 2023 sono state 1041, 49 in meno rispetto alle 1090 registrate nel 2022, 180 in meno rispetto al 2021, 229 in meno rispetto al 2020 e 48 in meno rispetto al 2019.
Il calo del 2023 vs. 2022 è dovuto solo alle morti in itinere mentre in occasione del lavoro c’è stato un aumento da 790 a 799.
Il calo assoluto, è dovuto solo all’Industria e Servizi, mentre in Agricoltura e Conto stato c’è stato un aumento.
In Italia il calo si è verificato sostanzialmente al nord e al centro. Abruzzo aumento maggiore, Veneto diminuzione maggiore.
Parlando di genere, il calo più sostanziale è dovuto principalmente a quello femminile da 120 a 86. In calo le morti di italiani e comunitari ma stabili quelle di extracomunitari.
Per quanto riguarda l’età sono in aumento le morti di under 25 e nella fascia 60-74 anni.
Nel 2023 risultano 15 denunce di incidenti plurimi con 36 decessi (vedi morti nel settore ferroviario per esempio).
Malattie professionali
Le denunce nei primi otto mesi del 2023 sono state 72.754, oltre 12.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2022 (+19,7%). L’incremento è del 31,6% rispetto al 2021, del 61,9% sul 2020 e del 18,7% rispetto al 2019.
I dati mostrano un aumento del 20,7% nella gestione Industria e servizi (da 50.185 a 60.591 casi), del 14,5% in Agricoltura (da 10.041 a 11.500) e del 21,0% nel Conto Stato (da 548 a 663).
Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nel 2023, le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dai tumori, dalle patologie del sistema respiratorio e dai disturbi psichici e comportamentali.
L’impegno di tutti dai lavoratori in primis, ai datori di lavoro, ai professionisti della sicurezza, ecc. deve essere massimo perché anche un solo decesso è già troppo.
MySafety è impegnata nella prevenzione e miglioramento della cultura sulla sicurezza.